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Quali sono le paure più comuni dei bambini? Strategie inedite per aiutare a superarle con il gioco

📅 30 Agosto 2026✍️ di Elsa Murgioni⏱️ 5 min di lettura

Le paure infantili sono una tappa naturale dello sviluppo, eppure ogni genitore le affronta come se fosse la prima volta. In questi anni passati con i miei nipoti, ho imparato che non esiste un manuale universale, ma esistono strategie che funzionano davvero. La differenza la fa spesso il gioco: trasformare l’angoscia in avventura, la fobia in sfida divertente.

Le paure più comuni: riconoscerle è il primo passo

Tuo figlio ha terrore del buio? Non è strano. La paura del buio colpisce circa il 90% dei bambini tra i 2 e gli 8 anni. Accanto a questa, trovi la paura dei temporali, degli insetti, dei cani, dell’abbandono, persino delle mascelle. Ognuna ha radici diverse, ma tutte hanno una cosa in comune: sono reali per chi le prova.

Quando mio nipote Matteo aveva quattro anni, non voleva nemmeno toccare una lumaca. Vedeva quel corpo molle e partiva il pianto. Sua madre lo forzava a guardare, io invece ho fatto qualcosa di diverso. Abbiamo disegnato una lumaca gigante su un foglio, l’abbiamo colorata con i pennarelli più brillanti e abbiamo inventato una storia: la lumaca era una principessa che lasciava tracce d’oro dappertutto.

La psicologia dello sviluppo ci insegna che le paure infantili non vanno negate né ridicolizzate. Servono rassicurazione, validazione e, soprattutto, strumenti concreti per affrontarle. E il gioco è lo strumento più potente che abbiamo.

Strategie di gioco per trasformare la paura in avventura

Inizia con il ruolo inverso. Se tuo figlio ha paura dei ragni, inverti le parti: lui diventa il ragno e tu hai paura. Scoprirai che ridacchia mentre ti insegna come i ragni tessono le tele e perché non sono cattivi. Questo meccanismo funziona perché gli trasferisce il controllo.

Poi usa le storie costruite insieme. Quando Emma, la mia nipote più piccola, ha sviluppato una paura irrazionale degli ascensori, abbiamo creato un gioco: l’ascensore era una “navicella spaziale magica” che ci portava a destinazione. Abbiamo disegnato bottoni colorati, inventato comandi segreti. Due settimane dopo, quando il vero ascensore è arrivato, sapeva già cosa aspettarsi.

Non sottovalutare il potere dei giochi di movimento. La paura genera tensione muscolare. Ballare, saltare, gattonare: tutto questo scarica l’ansia. Trasforma la paura del buio in un gioco di nascondino al buio, ma con musica e ridere insieme. La paura non può coesistere con la gioia autentica.

Usa oggetti transizionali tattili. Una stoffa morbida, una bambola preferita, una pietra liscia da tenere in tasca durante i momenti difficili. Questi non sono “stampelle”, sono ancore di sicurezza che il cervello impara a riconoscere.

Gli errori che rallentano il processo

Il primo errore è forzare l’esposizione. “Guarda, non c’è niente da temere” detto in tono secco non funziona. Hai mai notato che meno parli della paura, più il bambino la vede come qualcosa di cui non devi nemmeno preoccuparti? Ecco. La sovraeposizione al timore amplifica solo la preoccupazione.

Il secondo errore è comparare le paure. “Il tuo fratellino non ha paura del temporale, perché tu sì?” Ti garantisco che così gli insegni solo che c’è qualcosa di sbagliato in lui. Ogni bambino ha il suo ritmo.

Il terzo, forse il più subdolo, è l’iperprotezione. So che è difficile, ma se ogni volta che tuo figlio si avvicina a qualcosa che lo spaventa lo allontani immediatamente, gli stai insegnando che quella cosa è davvero pericolosa.

Infine, non sottovalutare l’importanza di rimanere calmo tu. I bambini leggono la nostra ansia come un segnale di pericolo reale. Se tu sei sereno di fronte al ragno, lui lo sarà di riflesso.

Prodotti che supportano il processo

Quando il gioco ha bisogno di un alleato concreto, alcuni prodotti fanno davvero la differenza. Una lampada notturna con forme proiettate sul soffitto trasforma il buio in uno spettacolo. Le luci a LED controllabili dall’app permettono a tuo figlio di gestire l’illuminazione: non è poco in termini di autonomia.

I libri illustrati sulle paure specifiche sono ottimi. Non pseudolibri didattici, ma storie vere dove i protagonisti affrontano lo stesso timore. Tuo figlio si sente meno solo.

I peluche con i suoni “rassicuranti” (battito cardiaco, rumori bianchi) possono essere prezosi per i tempi di transizione, come l’addormentamento.

La mia raccomandazione finale

Se fossi al posto tuo, partirei da questi presupposti: la paura di tuo figlio è reale, merita rispetto e pazienza. Non esiste una scadenza. Alcuni bambini superano le fobie in settimane, altri in mesi. La fretta è il nemico numero uno.

Scegli il gioco come strumento principale, non come distrazione. C’è una differenza enorme. Il gioco consapevole è terapeutico, crea nuove associazioni neurali, trasforma il significato emotivo di ciò che spaventa.

E ricorda: quando tuo figlio riesce a fare qualcosa che lo spaventava ieri, riconosci il suo coraggio. Non con premi materiali, ma con sguardi, coccole, parole che dicono “sono orgoglioso di te”.

Checklist operativa per iniziare oggi

  • Identifica la paura specifica e chiediti: quando è iniziata? C’è un evento scatenante?
  • Osserva il livello di intensità: è una cautela naturale o una fobia che limita la vita quotidiana?
  • Dedica 15 minuti al gioco di ruolo inverso: cambia i ruoli con tuo figlio
  • Leggi insieme una storia sulla paura specifica (non predicare, solo leggere)
  • Introduci un oggetto transizionale tattile che tuo figlio possa portare con sé
  • Pratica il gioco di movimento per scaricare l’ansia (ballo, saltelli, gattoni)
  • Mantieni la calma nel tuo linguaggio verbale e corporeo
  • Celebra ogni piccolo passo, senza forzare i tempi
  • Se la paura persiste oltre i 9-10 anni o impedisce la vita normale, consulta un pedagogista

Elsa Murgioni

Con tre nipoti e una lunga esperienza come tata, Elsa conosce meglio di chiunque le difficoltà e i piccoli grandi trucchi della routine quotidiana per bambini. La sua rubrica si concentra su gesti semplici, idee di gioco e consigli su prodotti scelti per la praticità in famiglia.

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